Ristorante a-tipico per mangiare d-istinto

Ristorante a-tipico per mangiare d-istinto

Ristorante a-tipico per mangiare d-istinto

Ci sono passioni che crescono con gli anni, come la gola, come la vanità. E per noi, oggi, è il momento di parlare di ciò che è al contempo bisogno, gioia, festa, necessità, amore, vita: il mangiare.

Quando abbiamo conosciuto Alice, Valentina e Raffaela, titolari del ristorante D’istinto a Senigallia, e dopo aver ascoltato il racconto della loro cucina, non abbiamo potuto fare a meno di pensare ai romanzi di Jorge Amado, il quale “nutriva” davvero i suoi personaggi.

Qui le atmosfere sudamericane si perdono, ma la cura del dettaglio e la preparazione esatta, al millimetro quasi, di un piatto sono le medesime dello scrittore brasiliano. Ed è identica l’ispirazione, perché ogni cosa diventa il risultato della fantasiosa mescolanza tra cucina indigena e non, tra nuovi e vecchi sapori. “Ristorante a-tipico per mangiare d-istinto”, così si legge nella loro descrizione. Infatti – ci dicono – “la volontà è quella di coniugare i piatti della tradizione a moderne tecniche di cottura, senza tralasciare l’istinto che fa da guida nella scelta degli abbinamenti”, ed ecco dunque quella sorta di bisticcio tra parole, quel caso di omofonia che dà nome al locale: D’Istinto. È l’istinto inteso come impulso naturale, come dote innata, ma anche “distinto” nel suo valore semantico di “separato”, perché ciascun sapore, pur convivendo in armonia con gli altri ingredienti, deve avere la sua virtù; e “separato” perché differente, in qualche modo lontano dalla dimensione e dal menù domestici. Qui, in questo ristorante che è un po’ anche laboratorio scientifico, vi è tutta l’esperienza di chi può proporre una cucina sapiente, di chi ha saputo convertire i propri studi (Scienze e tecnologie alimentari e agrarie) in passione. A colpire, oltre all’attenzione rivolta alle esigenze della clientela (tra cui vegetariani, intolleranti etc.), è il glossario che accompagna il menù, fatto di brevi descrizioni dedicate alle tecniche preparatorie e di cottura. In questo modo, originalissimo fuor di dubbio, si rende partecipe il cliente dei metodi utilizzati per rispettare o esaltare le proprietà nutrizionali e organolettiche degli ingredienti, rigorosamente di stagione.

Ma “distinto” significa anche raffinato, elegante e ugualmente semplice. Questo riguarda la presentazione dei piatti ma anche la location, curata e accogliente.

Due consigli: cogliete l’occasione per (ri)leggere i romanzi di Amado e soprattutto, soprattutto, regalatevi un bel momento nel ristorante D’Istinto. Raccontate a tutti la bella esperienza e parlate della loro cucina. Lo gradiranno.

Elisabetta Cerigioni

Elisabetta Cerigioni

Copywriter errante con la passione del dietro le quinte, la letteratura è il suo cavallo di battaglia ma la devozione per il palcoscenico la rende una docente atipica.
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